Un modo di pensare capace di interconnettere e di solidarizzare delle conoscenze separate è capace di prolungarsi in una etica di interconnessione e di solidarietà fra umani”.

Edgard Morin

IL MODELLO ALLENAMENTI

EDUCAZIONE ALLA CITTADINANZA GLOBALE 
L’obiettivo del percorso proposto in questo sito è quello di riflettere sui processi cognitivi e metacognitivi per conoscerli e controllarli in maniera empirica e potenziarne lo sviluppo attraverso problemi di logica spaziale, verbale e matematica, giochi creativi ed enigmi "laterali" che insegnino “COME” pensare piuttosto che “COSA” pensare.
sofiaPensaSosteniamo che si possa conciliare il concetto di specializzazione emisferica delle funzioni cognitive in soggetti "split-brain", teoria elaborata negli anni ottanta dal premio Nobel  Roger Sperry,  con le più moderne teorie fisiologiche sull'interconnessione emisferica di Eric Kandel e la sua nozione di “memoria intelligente” che alimenta un processo cognitivo unitario basato sulle interconnessioni neuronali che rendono plastico il cervello. Dunque impareremo a controllare e coordinare consapevolmente due strategie cognitive del cervello: una, logico-razionale (sequenziale, analitica, deduttiva) nota come “pensiero verticale” e l’altra intuitivo-olistica (globalizzante, sintetica, induttiva) detta “pensiero laterale”. Pensiero verticale e pensiero laterale, dunque, costituiscono soltanto due modalità complementari di un unico processo di apprendimento, basato su due differenti strategie cognitive che bisogna conoscere per rendere quanto più produttiva è possibile la nostra capacità di risoluzione dei problemi.

cervelloAbituare i giovani a questo tipo di approccio cognitivo, infatti, può aiutarli sul piano esistenziale a riguardare ogni volta, da una nuova prospettiva, le situazioni che si pongono loro dinanzi, giungendo a soluzioni creative, innovative e costruttive per se stessi e per gli altri, con la flessibilità che il nostro mondo richiede, uscendo fuori, quando occorre, dalla fissità propria del pensiero logico-deduttivo.

flessibilità cognitivaUn'intera sezione sarà dedicata all'applicazione del pensiero verticale nello studio della grammatica e della sintassi latina anche attraverso l'uso di applicazioni per smartphone che predispongono la mente ad accogliere le rigorose strutture della lingua.

applicazioniSperimentiamo, infatti ogni giorno, come un sistematico allenamento mentale fatto di giochi logici e/o creativi, che sembrano essere cosa diversa dal latino, dall’italiano o dalla matematica, potenzi fortemente lo sviluppo del pensiero. Infatti, quelle stesse discipline vengono successivamente affrontate con grande semplicità, perché si fa riferimento a categorie metacognitive interiorizzate in precedenza a prescindere dall’oggetto in questione. Anche l’ostico latino, con la sua struttura linguistica fatta di inferenze e implicazioni logiche, grazie a questo tipo di approccio, risulta facile da comprendere, per ragazzi che hanno avuto questo imprinting. Attraverso la somministrazione quotidiana di esercizi, scelti, creati e predisposti di volta in volta in base agli obiettivi da raggiungere, riscontriamo ogni volta con gioia (e la cosa ancora ci sorprende!) che i risultati negativi delle verifiche sono pari a circa il 10% della classe. Chi insegna sa che tale percentuale su una classe di 30 ragazzi è molto bassa (3 ragazzi su 30); essa sottolinea invece il successo formativo del restante 90% dei ragazzi, e incoraggia a implementare questo tipo di sperimentazione.Il metodo risulta, inoltre, altamente inclusivo per le “intelligenze altre”, che stentano ad emergere nei consueti percorsi didattici.

inclusioneAl di là del vantaggio evidente sul piano scolastico e cognitivo, si dimostra apprezzabile anche la ricaduta etica e psicologica che questa prospettiva comporta. Infatti oltre a velocizzare il ragionamento (e permettere di ottenere punteggi migliori nei test d’ingresso all’Università, per esempio) un approccio improntato a tale dualismo metacognitivo aiuta a liberarsi strutturalmente dal pre-giudizio, che rimane il più delle volte inavvertito sul piano ideologico («non sono razzista, però…») e contribuisce a formare uomini e donne improntati al valore della nonviolenza e dell'integrazione culturale

cervello nonviolento